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Ringiovanire

Chi può dire di non aver mai pensato all’eterna giovinezza?

Chi non ha mai pensato che – forse – l’invecchiamento potrebbe anche risparmiarci, magari assumendo uno stile di vita particolarmente sano?

E chi non ricorda con piacere il film Hilander, l’immortale? 

Era un film ambientato nella Scozia del 1536. Il giovane uomo, Connor MacLeod, guerriero nato nella regione delle Highlands nel 1518, viene gravemente ferito in battaglia da un oscuro cavaliere straniero alleato al clan rivale dei Fraser, che cerca di decapitarlo. Connor viene però portato in salvo dai suoi parenti. La ferita risulta subito incurabile e lo uccide. Il giovane tuttavia nello sconcerto totale sembra risorgere, venendo così accusato di avere stretto un patto col diavolo e viene quindi bandito dal villaggio. L’eterna giovinezza lo porterà ad assistere alla perdita della moglie, lentamente sfiorita, mentre lui invece non invecchia. 

Un grande Christofer Lambert.

Qualcun ha detto: “Chi è caro agli Dei muore giovane. Non c’è onta maggiore che assistere al decadimento del proprio corpo“. 

Ma evidentemente non era il caso di Connor Macleod. 

Eppure rimanere giovani, o addirittura ringiovanire, non è poi così impossibile come sembra.

Ok, è una affermazione che va resa in modo relativo, in quanto di assoluto sembra esserci soltanto il tempo. Tutto il resto della realtà intorno a noi non sembra altro che una temporanea rappresentazione della materia, della interazione atomica dei suoi componenti. 

Tutta energia, insomma. 

Se ci addentrassimo nella materia subatomica vedremmo grandi spazi vuoti riempiti da sub-particelle, forze ed orbitali.

Ma chiediamoci un attimo se saremmo pronti a non invecchiare mai, se saremmo pronti a non mostrare i segni del tempo, realmente, mentre i nostri compagni di viaggio naturalmente cedono alla senescenza, e se saremmo pronti ad avere tra noi qualcuno con molti più anni di quelli che dimostra.

E ritorniamo alla nostra tesi, il RINGIOVANIMENTO, facendo il punto della situazione.

C’è un invecchiamento biologico, quello scritto nel nostro dna di specie. Purtroppo a quello non si può dire molto. E’ il codice genetico che si tramanda nella trascrizione da cellula madre a cellula figlia che, nel tempo, perde di chiarezza. Ed è per questo che gli apparati progressivamente diventano – per così dire – sempre meno brillanti. Un meccanismo complesso che come risultato finale ha la deformazione progressiva del messaggio iniziale. L’invecchiamento qui dipende proprio dal progetto. Allo stato attuale delle conoscenze, non c’è molto da fare. Possiamo solo intervenire prevenendo l’usura e conducendo una vita sana (affiancata da alimentazione sana) e meno esposta a radicali liberi, veleni, malattia, a degenerazione e a trauma.

Poi c’è un’invecchiamento indotto. 

Ossia quel genere di invecchiamento dovuto all’appartenenza ad alcune classi di età. L’ appartenenza ad alcune abitudini tipiche di quella fascia d’età. Ormai ho 30 anni. Ormai ho 40 anni. Ormai ne ho 50. Ormai ne ho 60. Per poi riscoprirsi pieni di risorse a 70, età nella quale si ricomincia a frequentare in modo dinamico il proprio tempo libero. Ed allora vedi eserciti di frequentatori di palestre, di velisti, di giramondo, di ciclisti, di ballerini, di gente impegnata a godersi la vita, tutti over 65.

(Prove comparate tra gruppi di 30enni e di 50enni non deteriorati ed allenati ugualmente hanno dato risultati simili in termini di prestazione atletica, di frequenze cardiovascolari, di dati pressori e dati biochimici vari, forza resistente e sub-massimale. Questo vuol dire che spesso si getta la spugna e ci si dichiara fuori gioco molto prima che il tempo lo decida.)

Ma da cosa è realmente valutata l’età anagrafica nella percezione quotidiana? Cosa fa sembrare più o meno giovani o più o meno vecchi?

La pelle più o meno tonica ed un un colorito più o meno roseo? L’ agilità? La taglia? Il Sovrappeso? Il modo di vestirsi? Le persone che frequentiamo? L’attitudine ad un certo tipo di svago anziché ad altro? Le cose di cui parliamo?

Ebbene, se tutte queste sono le immagini della senescenza, fatta la rotta si può immaginare di compiere il viaggio. Ed anche di invertirlo.

Vediamo di rispondere punto per punto.

L’attività aerobica cardiovascolare di basso impatto ha la capacità di stimolare la perfusione periferica, donando un colorito migliore ed una pelle più tonica e rigenerata. Così pure i capelli che emergono direttamente dalla pelle da strutture dette bulbi (anche questi prendono nutrimento dalla rete periferica di vasi sanguigni). Ma una sana attività cardiovascolare, se migliora l’apparenza di apparati periferici come pelle e tegumenti, vuol dire che avrà potenziato e rinnovato il motore centrale, il cuore, e sarà in grado di raggiungere con migliore efficacia gli organi interni, i muscoli ed il cervello (la centrale di tutta la nostra esistenza). I meccanismi cardiocircolatori influenzano positivamente il trofismo muscoloscheletrico. L’attività muscolare influenza direttamente la produzione di testosterone, di endorfine e di serotonina. Benessere percepito che influisce positivamente e a catena sugli altri neurotrasmettitori cerebrali, donando buon umore e migliorato controllo dello stress e delle emozioni, migliorando la percezione dell’esistenza. Mens sana in corpore sano. 

Stante l’età anagrafica, la leggerezza e la velocità con le quali un individuo si muove sono frutto dell’esercizio fisico ma anche del peso corporeo. 

Ringiovanire

E’ scienza che sovrappeso, ipertensione e colesterolemia sono fattori di rischio cardiovascolare, argomento di sindrome metabolica. Ma è anche dimostrato che mangiare di meno allunga la vita per la minore usura degli apparati. Il modo di abbigliarsi è frutto dell’ambiente che frequentiamo. Per la stessa legge, se cominciamo a frequentare ambienti leggeri e disimpegnati, quasi automaticamente cominceremo a comprare vestiti più comodi, facili ed adatti al movimento. Il primo risultato è mostrare meno anni di quel che si hanno. Le persone che frequentiamo dipendono dagli ambienti che viviamo. Le abbiamo conosciute li. Cambiamo ambiente e circondiamoci di persone svelte, dinamiche e giovanili. Tutte cose che apporteranno ossigeno alla nostra vita. Il risultato di una migliore forma cardiovascolare, una maggiore resistenza alla fatica, un migliore uso del proprio corpo (anche nelle relazioni più private) una rinnovata agilità, un’immagine più giovanile, un modo di presentarsi più fresco, la frequenza di persone più dinamiche … con tutto ed in tutto ciò che questo comporta, sarà un vero, possibile, concreto viaggio nel tempo e rimetterà l’orologio biologico indietro di qualche decennio.

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