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Lo Stretching

Stretching

Stretching è una parola inglese che significa stiramento. E’ riferita all’allungamento muscolare. I muscoli sono strutture che servono ad avvicinare e ad allontanare i segmenti corporei e a muovere il corpo nello spazio; sono attaccati alle ossa mediante legamenti attivi, inserzioni dette tendini, a volte tramite estensioni fibro- cartilaginee di materia tendinea. La funzionalità muscolare è la somma di varie capacita ma se prendiamo in esame l’apparato locomotore è principalmente espressione della forza. Ci sono varie distinzioni di contrazione muscolare tra cui isotonica, isometrica, isocinetica … per sviluppare forza massimale, submassimale o diverso tipo di forza resistente. Come ci sono vari modelli di stretching, che puo’ essere statico attivo, statico passivo, dinamico e balistico. In riabilitazione motoria si usa anche lo stretching sotto forma di PNF (propriocetive neuromuscolar facilitation) e la CRAC (contract relax antagonist contract).
Lunghe le diatribe sulla bontà dell’uno o dell’altro metodo nella pratica sportiva ma ad oggi la tecnica più accreditata rimane quella di Anderson nella quale una posizione viene raggiunta attivamente e quindi mantenuta per 15-30 secondi. Se consideriamo elasticità muscolare la capacità di un muscolo di contrarsi (per esprimere forza) e di allungarsi (per consentire libertà articolare), ne consegue che lo stretching deve far parte di diritto della attività fisica così come della prevenzione all’infortunio, per non incorrere in contratture, rigidità, traumi ed atteggiamenti posturali impropri.

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